Installare un sistema di comunicazione per aree pericolose in impianti industriali a rischio è una sfida ingegneristica importante. Per un’installazione efficace servono classificazioni di rischio accurate, integrazione perfetta con le reti industriali esistenti e un rigoroso controllo di budget e costi.
In questo articolo, andiamo dritti al punto su ciò che conta davvero nei sistemi di comunicazione per aree pericolose:
- I diversi standard di conformità
- Criteri di scelta dei prodotti in base alle applicazioni
- Metodi di integrazione con i sistemi di comunicazione esistenti
- Strategie per contenere i costi nel lungo periodo

Normative e standard per la comunicazione in aree pericolose
L’acquisto di apparecchiature di comunicazione per zone classificate richiede il rigoroso rispetto dei quadri di certificazione internazionali e regionali.
ATEX, IECEx e NEC
ATEX è il quadro normativo obbligatorio per le atmosfere esplosive nell’Unione europea, mentre IECEx offre uno schema di certificazione riconosciuto a livello globale, basato sugli standard IEC.
In Nord America, il National Electrical Code (NEC) definisce il sistema di Classi e Divisioni.
Per i progetti internazionali, IECEx è fortemente consigliata perché semplifica la conformità in più siti di diversi Paesi. Nella redazione delle specifiche di acquisto, gli ingegneri devono mappare con precisione i requisiti del sito:
- Zona 0 / Classe I, Div 1: presenza continua del pericolo. Richiede apparecchiature di Categoria 1 / Ex ia.
- Zona 1 / Classe I, Div 1: presenza intermittente del pericolo. Richiede apparecchiature di Categoria 2 / Ex db, Ex ib o Ex e.
- Zona 2 / Classe I, Div 2: presenza anomala del pericolo. Richiede apparecchiature di Categoria 3 / Ex ic, Ex nA.
Il ruolo fondamentale dei gradi di protezione IP (NEMA)
Mentre le certificazioni ATEX e IECEx attestano che un dispositivo non può diventare una sorgente di innesco, i gradi di protezione IP garantiscono che l’apparecchiatura resista effettivamente agli ambienti difficili. A bordo di navi, piattaforme petrolifere offshore o impianti di trattamento chimico, i sistemi di comunicazione sono esposti a lavaggi ad alta pressione, polveri altamente corrosive e condizioni meteorologiche estreme.
Nella redazione delle specifiche di acquisto, gli ingegneri devono prescrivere rigorosi gradi di protezione ambientale, oltre alle classificazioni di pericolo:
- IP66 (NEMA 4X): protegge da potenti getti d’acqua e mareggiate. È il requisito minimo per le installazioni industriali all’aperto e le aree sottoposte quotidianamente a lavaggi con prodotti chimici.
- IP67 / IP68: protegge dall’immersione temporanea o continua in acqua; è ideale per applicazioni marine o minerarie estreme.
Specifiche ingegneristiche: antideflagrante (Ex d) o a sicurezza intrinseca (Ex i)
Nella scelta dei dispositivi, gli ingegneri devono decidere tra contenimento meccanico e limitazione dell’energia. La scelta incide direttamente sui costi d’installazione, sull’infrastruttura di cablaggio e sulle future procedure di manutenzione.
Contenimento meccanico (antideflagrante / Ex d)
Le apparecchiature antideflagranti (Ex d) utilizzano involucri robusti per contenere le esplosioni interne e raffreddare i gas in fuoriuscita. Sono dispositivi pesanti, che spesso richiedono supporti di montaggio robusti e condotti o pressacavi specializzati.
Sono estremamente resistenti, ma presentano un importante limite operativo: per la manutenzione è necessario togliere alimentazione al dispositivo e, prima di aprire l’involucro, occorre ottenere un permesso per lavori a caldo o un’autorizzazione che attesti l’assenza di gas.
Limitazione dell’energia (sicurezza intrinseca / Ex i)
I dispositivi a sicurezza intrinseca (Ex i) limitano l’energia elettrica e termica interna a livelli incapaci di innescare una specifica miscela di gas. Il principale vantaggio operativo dei dispositivi a sicurezza intrinseca è la possibilità di eseguire la manutenzione sotto tensione. I tecnici possono sostituire i componenti a caldo, eseguire calibrazioni e individuare guasti senza togliere alimentazione al circuito né richiedere un permesso di assenza gas, riducendo notevolmente i tempi di fermo per manutenzione.
Scelta delle apparecchiature in base alle diverse situazioni
Ogni componente dell’architettura di comunicazione deve soddisfare specifici requisiti tecnici per resistere all’ambiente industriale. Di seguito, i principali aspetti da considerare nell’acquisto dei dispositivi essenziali.
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Telefoni industriali VoIP e analogici
I telefoni antideflagranti sono fondamentali per i collegamenti vocali diretti tra il campo e la sala di controllo. Nella definizione delle specifiche, gli ingegneri devono andare oltre la certificazione ATEX/IECEx.
- Involucro e resistenza: scegliete involucri robusti con grado di protezione dagli agenti atmosferici IP66 o superiore per resistere ai lavaggi con prodotti chimici.
- Prestazioni audio: gli ambienti molto rumorosi richiedono microfoni con cancellazione del rumore e suonerie ad alto volume o lampeggianti visivi, per non perdere le chiamate.
- Protocollo di rete: la compatibilità SIP nativa è fondamentale per modernizzare l’infrastruttura e integrare direttamente i dispositivi con i sistemi PBX, senza scomodi gateway analogici.
Sistemi di diffusione sonora e allarme generale (PAGA)
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Un sistema di diffusione sonora efficace è fondamentale per le procedure di emergenza e le comunicazioni operative quotidiane nelle aree pericolose. Comprende un insieme di terminali, altoparlanti e un server centrale.
- Copertura acustica e visiva: gli altoparlanti devono essere udibili al di sopra del rumore dei macchinari; per questo si usano solitamente trombe ad alta potenza Ex d. Inoltre, nelle aree estremamente rumorose (oltre 90-100 dB), dove il solo audio non basta, questi sistemi vanno abbinati a lampeggianti visivi certificati ATEX (stroboscopi), per garantire che gli allarmi siano visibili anche quando non si riescono a sentire.
- Diffusione IP multizona: le reti PAGA basate su IP consentono alle sale di controllo di effettuare chiamate multizona, trasmettendo specifici toni di emergenza o messaggi vocali in diretta solo nei settori interessati, senza generare panico in tutto l’impianto.
- Ridondanza del sistema: per le applicazioni critiche per la sicurezza, le specifiche di acquisto dovrebbero richiedere un’architettura ridondante A+B, così da eliminare ogni singolo punto di guasto negli amplificatori o nei controllori di rete.
Postazioni di chiamata interfonica di emergenza e punti di raccolta
Le robuste postazioni di chiamata interfonica di emergenza vengono installate lungo i percorsi principali, vicino alle apparecchiature pericolose e nei punti di raccolta designati, per consentire la segnalazione immediata degli incidenti. Per risultare davvero efficaci in caso di crisi, devono integrare caratteristiche tecniche specifiche:
- Funzionamento a mani libere e con un solo tocco: durante un’emergenza, un lavoratore potrebbe essere ferito o indossare DPI ingombranti (guanti, respiratori). I terminali dovrebbero avere grandi pulsanti SOS illuminati, attivabili con un solo tocco, e supportare comunicazioni vivavoce full duplex.
- Elaborazione audio: per consentire agli operatori della sala di controllo di sentire chiaramente chi chiama nonostante il frastuono dei macchinari, l’interfono deve disporre di avanzate tecnologie di cancellazione dell’eco acustico (AEC) e riduzione del rumore di fondo.
- Autodiagnosi: le moderne postazioni di emergenza SIP consentono il monitoraggio automatico dei guasti. Se un terminale perde la connessione di rete o l’alimentazione, il sistema di controllo centrale riceve una notifica immediata, così il dispositivo è sempre operativo quando serve.
Scelta dei materiali per ambienti corrosivi
Come già accennato, i gradi di protezione IP indicano la capacità dei dispositivi di resistere agli ambienti difficili. Per garantirla adeguatamente, è essenziale scegliere materiali per involucri e custodie in grado di resistere alle condizioni chimiche o ambientali del luogo.
I team responsabili degli acquisti e della progettazione devono scegliere il materiale dell’involucro in base alle condizioni ambientali estreme specifiche del sito d’installazione:
- Alluminio pressofuso senza rame: la scelta standard per la maggior parte degli impianti petrolchimici e delle raffinerie sulla terraferma. Offre un ottimo equilibrio tra elevata resistenza, efficace dissipazione del calore e convenienza. Tuttavia, l’alluminio dovrebbe essere trattato con un rivestimento in polvere epossidica resistente ai raggi UV e per impieghi gravosi, per prevenire la corrosione localizzata.
- Acciaio inossidabile 316L: l’opzione più adatta per piattaforme offshore (FPSO, impianti di perforazione) e impianti di trattamento chimico intensivo. Il 316L offre un’eccellente resistenza alla corrosione da nebbia salina e ai prodotti chimici industriali aggressivi.
- Plastica rinforzata con fibra di vetro (GRP / SMC): ideale per ambienti altamente acidi o aree che richiedono involucri non conduttivi e antistatici. La GRP è leggera, non arrugginisce ed è altamente resistente a un’ampia gamma di sostanze chimiche, il che la rende un’ottima alternativa agli involucri metallici per specifici terminali Ex i (a sicurezza intrinseca) o per zone industriali meno gravose.
Integrazione dei sistemi e architettura di rete per gli impianti di processo
Gli ingegneri IT e I&C devono affrontare la sfida di collegare l’infrastruttura legacy alle moderne reti IP, garantendo al contempo una rigorosa affidabilità della rete.

Migrazione all’IP e alta disponibilità
Gli impianti moderni stanno migrando le comunicazioni vocali verso dorsali Ethernet industriali. Per le zone pericolose si consigliano i cavi in fibra ottica: non conducono corrente elettrica, eliminando il rischio di scintille, e consentono collegamenti a lunga distanza.
Poiché si tratta di sistemi critici per la sicurezza, le specifiche di acquisto devono richiedere topologie di rete ridondanti (come le architetture ad anello) e robusti gruppi di continuità UPS.
Integrazione con i sistemi DCS e F&G
Per massimizzare la sicurezza, i terminali di comunicazione dovrebbero integrarsi direttamente con il sistema di controllo distribuito (DCS) e i pannelli antincendio e rilevazione gas (F&G).
Utilizzando contatti puliti o protocolli industriali, gli allarmi del sistema F&G possono attivare automaticamente messaggi di evacuazione preregistrati tramite il sistema PAGA, accelerando le operazioni antincendio e le procedure di sicurezza del personale.
Checklist per le comunicazioni in aree pericolose
Utilizzate questa checklist tecnica per redigere la prossima specifica di acquisto o richiesta di offerta (RFP):
- Verificare la classificazione dell’area: Identificare la Zona esatta (0/1/2) o la Classe/Divisione e il gruppo di gas specifico (ad es. IIB, IIC).
- Confermare le certificazioni: Richiedere certificazioni ATEX, IECEx o equivalenti regionali valide e adeguate all’installazione prevista.
- Definire le condizioni ambientali estreme: Specificare i gradi di protezione IP richiesti (IP66/IP67), gli intervalli di temperatura operativa e i materiali anticorrosione (ad es. acciaio inox 316L, GRP).
- Requisiti acustici: Documentare i livelli di rumore ambientale (dB) per definire la potenza necessaria degli altoparlanti o la tecnologia di cancellazione del rumore dei microfoni.
- Interoperabilità di rete: Indicare chiaramente i protocolli richiesti (ad es. SIP 2.0, supporto PoE) e la compatibilità con PBX/DCS.
- Verificare gli accessori di montaggio: Anche i pressacavi e gli altri accessori devono rispettare gli stessi standard normativi dei dispositivi principali.
- SLA del fornitore: Richiedere documentazione su MTBF, termini di garanzia e disponibilità garantita dei ricambi nel lungo periodo.
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